Gli arrivi mitici di Giro e Tour al Sestriere

Dici Sestriere ad un appassionato di ciclismo e le immagini nella sua mente subito si colorano di rosa e di giallo. La posizione privilegiata del Colle al confine tra Italia e Francia, infatti, ha fatto sì che il comune valsusino fosse ripetutamente scelto come arrivo di tappa delle due grandi corse a tappe più amate del pianeta: il Giro ed il Tour.

Sette volte ha visto transitare sotto il suo traguardo la corsa rosa. La prima risale al 1991, quando lo spagnolo Eduard Chozas si impose nella frazione di 191 km scattata da Savigliano nell’edizione del Giro dominata dall’italiano Franco Chioccioli. Due anni dopo fu un altro fuoriclasse iberico, Miguel Indurain, ad imporsi nella cronoscalata che avrebbe sancito la sua seconda affermazione consecutiva nella corsa rosa. Al Sestriere arrivarono a braccia alzate anche uno svizzero (Pascal Richard nel 1994), un ceco (Jan Hruska nel 2000), un venezuelano (José Rujano nel 2005) ed un bielorusso (Vasil Kiryenka nel 2011). Per applaudire un proprio connazionale, i tifosi italiani hanno dovuto attendere sino al 30 maggio dello scorso anno quando, dopo aver domato il Colle delle Finestre, Fabio Aru si involò in solitaria verso il Colle nella penultima tappa dell’edizione vinta da Alberto Contador.

Sono quattro, invece, i precedenti legati alla Grande Boucle. Il primo è datato addirittura 1952 e porta una firma d’autore come quella del Campionissimo, Fausto Coppi, che conquistò quell’anno l’ultimo dei suoi due Tour. A distanza di quarant’anni, fu un altro italiano a scrivere una pagina epica: dopo sei ore e mezza di fuga in solitaria, Claudio Chiappucci coronò il sogno di una carriera e, oltre ad aggiudicarsi la tappa, indossò la maglia gialla. Nel 1996, invece, Bjarne Riis pose le basi per il suo unico successo nella corsa francese, mentre tre anni dopo a vincere al Sestriere sarebbe stato Lance Armstrong, prima che il suo nome fosse cancellato dagli albi d’oro del ciclismo. Iscriviti anche tu alla Gran Fondo del prossimo 24 luglio e pedala nella leggenda.