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GF Sestriere: le emozioni di chi ha partecipato nel 2015

Il fascino del Colle delle Finestre è un qualcosa di davvero speciale. Finché non lo affronti con la tua bicicletta però, non puoi davvero comprenderlo fino in fondo. Lo sa bene anche Marcello D’Errico, trentunenne torinese che lavora per il servizio clienti DHL, che l’ha scoperto ciclisticamente soltanto lo scorso anno, affrontandolo prima in occasione della tappa del Giro d’Italia e poi nel corso della prima edizione della Granfondo La Marmotte – Sestriere – Colle delle Finestre.
«La parte sterrata, che poi è quella più intrigante, è davvero divertente da calcare con la bici da corsa. Mi ricordo che a maggio, in alcuni punti, il terreno sembrava quasi sabbioso. A luglio, invece, dopo il diluvio del sabato, la strada aveva dei punti più fangosi per cui bisognava stare attenti a dove mettere la ruota: nonostante il maltempo dei giorni precedenti però, il fondo stradale era davvero ben preparato».
Che ricordi ha della Gran Fondo?
«È stata una bella esperienza, una gara davvero ben organizzata e la più bella per me che ero appena alla seconda esperienza in una Gran Fondo. Strade chiuse, scortati dalla polizia e con le moto pronte ad assisterci in caso di foratura o incidente meccanico: sembrava quasi di essere dei professionisti.
E sul percorso, quali sono state le sue impressioni?
«È davvero molto particolare con il bellissimo scenario del Finestre, una salita che cambia continuamente. Nella prima parte si attraversa il paese di Meana e ci sono strappi più duri, poi il pendio si fa più costante e si entra nel bosco, prima di arrivare agli ultimi chilometri di sterrato in cui la vegetazione è più rada e si apre tutto il panorama con diversi tornanti che portano fino alla vetta. Devo dire che, pur non amando le discese, ho trovato molto bella quella che porta a Pourrieres perché non è troppo tecnica e ha degli scorci davvero belli».
Che cosa si aspetta dall’appuntamento del prossimo 24 luglio?
«Anche tra due settimane rifarò il Medio Fondo con gli amici. Stavolta avrò meno chilometri nelle gambe perché il lavoro mi ha lasciato meno tempo per pedalare, però mi metterò sotto in questi ultimi giorni per poterla affrontare in condizioni decorose».